Nello scorcio del primo XVI secolo, la scherma italiana raggiunge il suo apice tecnico. Tra le molteplici armi il cui uso veniva insegnato nelle sale d'arme, certamente la spada era la principale.
Ogni Maestro chiama semplicemente "spada" l'arma che utilizza, ma nel corso della storia la spada muta foggia e dimensioni in maniera drammatica ed è compito ingrato del ricercatore compredere quale sia esattamente lo strumento utilizzato in un certo ambito.
In questo periodo, tra Firenze e il nord Italia si utilizzano armi simili, ma mentre Firenze gode di una relativa pace, il nord è scorso dalle guerre e dagli eserciti.
Per questo, la spada che si trova a Firenze è più moderna e urbana di quella usata nel bolognese. Una differenza tecnica che porta a stili di combattimento diversi e anche allo sviluppo di preferenze differenti in merito alle armi secondarie da accompagnare nella mano sinistra. Mentre a Bologna si predilige il brocchiero e la cappa è considerata l'extrema ratio del combattimento in strada, a Firenze si usa la daga leggera e la cappa ha dignità di arma per il duello d'onore.
Lo studio dei trattati dell'epoca, condotto dalla Sala d'Arme Achille Marozzo, ha permesso di ricostruire molti di questi dettagli e di andare a riscoprire una scherma splendida e raffinatissima.